Epilessia

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E’ possibile controllare le crisi con rimedi naturali?

In realtà potremo porci la domanda opposta, ovvero è possibile controllare le crisi anche con i farmaci? Dato che nel 2008 nel confronto effettuato da Helen Cross tra i farmaci e la dieta chetogenica, (proposta nel 1866) è quest’ultima a vincere alla grande.

Comunque oggi sappiamo che non sono i chetoni i responsabili della sua efficacia, le recenti acquisizioni sull’asse intestino-cervello ci consentono nuovi approcci naturali meno drastici, ma di uguale, se non maggiore effetto.

Dai tempi antichi fino all’800 l’epilessia è stata curata con il digiuno, poi, nel 1866, Radcliffe propose una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati (dieta chetogena), capace di produrre corpi chetogeni, che erano ritenuti i responsabili dell’azione anticonvulsiva del digiuno (vedi dieta ed epilessia).

In quegli anni risultava evidente il ruolo dell’intestino nell’epilessia, il digiuno era proposto come “purificatore” intestinale, così come la dieta chetogena.

Negli anni ’30, l’introduzione dei farmaci, progettati per arrivare direttamente al cervello, distolse l’attenzione dall’intestino, anche se non è trascurabile l’azione intestinale dei farmaci assunti oralmente (vedi azione intestinale dei farmaci).

Nel 1998 ritorna l’interesse per la dieta chetogena in seguito ad un film (“First do no harm”) (popup con la locandina) girato da un regista il cui figlio epilettico farmacoresistente ottiene il controllo delle crisi grazie a questa dieta.

Nel 2008 Helen Cross pubblica uno studio su 103 bambini che mostra la maggiore efficaci della dieta chetogena rispetto alla terapia farmacologica: nel gruppo di bambini trattati con la dieta riporta una riduzione del 30% delle crisi, nel gruppo trattato con i farmaci un peggioramento del 30% delle crisi.

Recenti lavori mettono in luce il ruolo dell’infiammazione cerebrale nei meccanismi patogenetici delle crisi[1],[2], ma oggi sappiamo come una infiammazione periferica, ad esempio intestinale, possa produrre una infiammazione cerebrale[3], attraverso le citochine[4], e abbassare la soglia convulsiva[5].

 

Come:

Riducendo l’infiammazione intestinale si aumenta la soglia convulsiva rendendo meno probabili le crisi anche in soggetti geneticamente predisposti.

Sicuramente il digiuno e la dieta chetogena riducono l’infiammazione intestinale grazie alle loro azioni prebiotiche intestinali (vedi prebiotici o probiotici).

Recenti risultati ottenuti con l’alfa-lattoalbumina (vedi alfa-lattoalbumina nell’epilessia) confermano l’utilità di potenziare l’intestino per aumentare il controllo delle crisi, in quanto questa sieroproteina è il prebiotico che la Natura ha selezionato per noi in quanto è responsabile nel colostro dell’attivazione dei processi intestinali.

[1] Vezzani, A., Moneta, D., Richichi, C., Aliprandi, M., Burrows, S.J., Ravizza, T., Perego, C., De alters fetal brain development through interleukin-6. J. Neurosci. 27, 10695–10702. Simoni, M.G., 2002. Functional role of inflammatory cytokines and antiinflammatory molecules in seizures and epileptogenesis. Epilepsia 43 (Suppl. 5), 30–35.
[2] Vezzani A, French J, Bartfai T, Baram TZ. The role of inflammation in epilepsy. Nat Rev Neurol. 2011 Jan;7(1):31-40.

[3] Riazi K, Galic MA, Pittman QJ. Contributions of peripheral inflammation to seizure susceptibility: cytokines and brain excitability. Epilepsy Res. 2010 , Mar;89(1):34-42.

[4] Galic MA, Riazi K, Pittman QJ. Cytokines and brain excitability. Front Neuroendocrinol. 2012 Jan;33(1):116-25.

[5] Riazi K, Honar H, Homayoun H, Demehri S, Bahadori M, Dehpour AR. Intestinal inflammation alters the susceptibility to pentylenetetrazole-induced seizure in mice. J Gastroenterol Hepatol. 2004 Mar;19(3):270-7.